Un Albero di Trenta Piani

TESTO
Per la tua mania
Di vivere
In una città
Guarda bene come cià
Conciati
La metropoli
Belli come noi
Ben pochi sai
Ce n'erano
E dicevano
Quelli vengono dalla campagna
Ma ridevano
Si spanciavano
Già sapevano
Che saremmo ben presto anche noi diventati
Come loro
Tutti grigi
Come grattacieli con la faccia di cera
Con la faccia di cera
È la legge di questa atmosfera
Che sfuggire non puoi
Fino a quando tu vivi in città
Nuda sulla pianta
Prendevi
Il sole con me
E cantavano per noi
Sui rami le allodole
Ora invece qui
Nella città
I motori
Delle macchine
Già ci cantano la marcia funebre
E le fabbriche
Ci profumano anche l'aria
Colorandoci il cielo di nero che odora di morte
Ma il Comune
Dice che però la città è moderna
Non ci devi far caso
Se il cemento ti chiude anche il naso
La nevrosi è di moda
Chi non l'ha ripudiato sarà
Ahia, non respiro più
Mi sento
Che soffoco un po'
Sento il fiato, che va giù
Va giù e non viene su
Vedo solo che
Qualcosa sta
Nascendo
Forse è un albero
Sì è un albero
Di trenta piani

Il messaggio di una canzone
“Un albero di trenta piani” è più di una semplice canzone; è un vero e proprio manifesto ecologista e sociale. Pubblicata nel 1972, in un'epoca di crescente consapevolezza ambientale, Celentano utilizzò questo brano per denunciare l'inquinamento, la cementificazione selvaggia e il degrado della natura. Il testo, ricco di immagini evocative, critica il progresso sfrenato che ignora le conseguenze sul nostro pianeta e sulla qualità della vita.
Attraverso la metafora di un albero che, invece di crescere verso il cielo, viene intrappolato da un palazzo di trenta piani, Celentano esprime il dolore per la perdita della natura e l'alienazione dell'uomo moderno. La canzone è un invito a riflettere sul nostro rapporto con l'ambiente e a lottare per un futuro più sostenibile. Ancora oggi, il suo messaggio rimane incredibilmente attuale e risuona con forza in un mondo che continua a confrontarsi con le sfide climatiche.
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